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ℹ️ Questa voce riguarda il musicista e artista multimediale. Per il calciatore di beach soccer, vedi Paolo Palmacci (folletto pontino).

Paolo Palmacci (artista multimediale)

Da Wikipedia, l'enciclopedia liberata
Paolo Palmacci
noto anche con gli pseudonimi Brain Ano,
Paul Shiva
, Neupaul Palen, Presidente e Hubcomandante Neupaul
Attività: artista multimediale, musicista, editore, agitatore culturale e archivista.
In una parola: rompiscatole.
Nazionalità🇮🇹 Italiana
Nascita1964
GenerePunk, no wave, dark, industrial
Periodo di attività musicale1981 – in attività
Album pubblicati2 (vedi discografia)

Paolo Palmacci (nato in provetta nel 1964), noto anche con lo pseudonimo Paul Shiva, è un artista multimediale, musicista ed editore, agitatore culturale e archivista italiano che ha iniziato la sua attività nella scena punk e della cultura underground italiana dai primi anni '80; successivamente, a partire dalla metà degli anni '90, ha operato come artista digitale (anche nei mondi virtuali 3D) sotto il moniker di Neupaul Palen. E' l'ideatore del progetto multimediale Capit Mundi? Inc. all'interno del quale ha sviluppato anche l'archivio online FanziNet, dedicato alla mappatura delle fanzine italiane degli anni ottanta.[1][2][3][5]

Indice

  • 1 Biografia
    • 1.1 Gli anni '80: punk e "agitazione" culturale
    • 1.2 Attività multimediale, web e mondi virtuali
    • 1.3 Il Popolo della Schiavitù (2009–2010)
    • 1.4 Capit Mundi? Inc. e FanziNet
    • 1.5 No Capitulation (2026)
  • 2 Stile e approccio
  • 3 Discografia parziale
  • 4 Note
  • 5 Collegamenti esterni

Biografia

Gli anni '80: punk e "agitazione" culturale

Paolo Palmacci con i The Bathroom Flowers, 1989
Paolo Palmacci sul palco con The Bathroom Flowers, 1989

Palmacci si è (de)formato[62] all'interno della scena punk e post-punk italiana dei primi anni ottanta, nella malsana area della palude pontina ove ha scontato (nonostante l'innocenza) 9 anni di pena e di cui è stato l'elemento più estremo, dissacrante e intransigente.[13][14][16] In quel periodo dette vita a una serie di formazioni musicali di ambito strettamente underground — dapprima Negative Radius poi Negative Existence, primo gruppo punk della provincia di Latina, fondati nel 1981 e ridenominati No Existence nel 1985, quindi The Bathroom Flowers (noti volgarmente anche come Fiori del Cesso) nel 1988 e, infine, Hard Score Rage (noti - ancor più volgarmente - anche come Scoreggia Dura) nel 1990[22] — attraversando le contaminazioni fra punk, no wave, dark e musica industriale.[3][5][7] Il suo debutto dal vivo avvenne il 17 maggio 1982, con i Negative Existence come gruppo spalla dei Muddy Boys fra le urla di disperazione dei circa duecento astanti.[8] Ripensando a quegli anni, si è spesso definito più un «agitatore» che un musicista in senso stretto, chiave di lettura che meglio definisce tutta la sua attività successiva.[3] Nel marzo 1986, dopo aver cambiato il nome in No Existence, pubblicò il demotape The Bathos, autoprodotto su musicassetta distribuita dalla Inesistent Produzioni di Latina — sigla che raccolse e promosse le creazioni su nastro degli artisti della scena locale. Il demo fu recensito da Dopo, che ne indicò l'essenzialità come tratto dominante — chitarra, basso e sintetizzatore, con la voce non sempre presente — accostandolo alle soluzioni sonore degli Young Marble Giants,[11] e da Rattlesnake Arena, che ne sottolineò invece la varietà, distinguendo fra episodi di impianto più melodico e altri di impronta rumoristica, rilevando la condizione di isolamento in cui il gruppo si trovava a operare.[9] Fra il 1986 e il 1988 la formazione ricevette attenzione ricorrente dalla stampa di settore dell'epoca — oltre alle due citate, le fanzine Plastica [16], Quo Vadis [14],Urlo [15] e Ossigeno [16] — con giudizi marcatamente discordi: alle stroncature, che ne lamentavano la staticità e la grezzezza, si alternarono valutazioni entusiaste, fino a definire The Bathos un capolavoro e il gruppo uno dei più difficili della scena locale; ricorrenti i riferimenti ai Joy Division e alla musica ripetitiva.[12] Una recensione dal vivo apparsa su Ossigeno riferì che l'esibizione del gruppo al Cinema Teatro Tirreno di Latina, il 28 dicembre 1987, fu accolta dai fischi del pubblico.[16] Il nastro è stato ristampato, a distanza di quarant'anni esatti, nel 2026 dall'etichetta finlandese Bestial Burst su CD (numero di catalogo BeBu-231).[17][18][19][20] Dopo aver sciolto - tra le citate contestazioni del Cinema Tirreno - i No Existence, nel 1988 dette vita a The Bathroom Flowers. Il 28 dicembre 1988, The Bathroom Flowers presero parte a una rassegna di gruppi underground della provincia al Cinema Teatro Tirreno di Latina, promossa dall'associazione culturale ARCINOVA con Teleradio Latina, dove vennero presentati come esponenti dell'ala più dura del nuovo rock latinense, di tendenza blues e di influenza hendrixiana.[57] Nel gennaio 1989 il gruppo fu citato fra le formazioni attive nella scena rock pontina in un servizio a piena pagina del quotidiano Latina Oggi.[20] Nel settembre 1989 The Bathroom Flowers furono una delle due formazioni locali invitate a Estivia Rock '89, quattro serate dedicate al rock underground italiano allestite in piazza del Popolo a Latina nell'ambito del cartellone Latina Estate '89 con il patrocinio del Comune; il gruppo salì sul palco sabato 9 settembre e a esso il quotidiano Il Tempo intitolò il proprio resoconto della rassegna.[22] L'ultima esibizione con The Bathroom Flowers risale al 1 ottobre 1989 a Latina,[58] mentre il suo ultimo concerto si tenne il 31 agosto 1990 a Norma, nell'ambito di una rassegna rock inserita nei festeggiamenti per la Madonna del Rifugio, sotto il nome Hard Score Rage.[23]

Attività multimediale, web e mondi virtuali

Neupaul Palen nell'installazione Neu Starten in Second Life
L'avatar Neupaul Palen nell'installazione Neu Starten, realizzata in Second Life (2008)

Dopo l'esperienza musicale degli anni ottanta Palmacci spostò la propria attività verso la multimedialità, il web [64], i blog ("Specchi e Second Life" [23] poi divenuto "soWWWersiva_Mente" [24] e, successivamente, "Il Reitaly Show, The Sciòvinismo Must Go On!" [39]) e i mondi virtuali 3D (principalmente Second Life) , ambiti che ha considerato un ampliamento del proprio orizzonte creativo e contestuale assemblaggio di quella «cassetta degli attrezzi» che gli sarebbe poi stata fondamentale viatico nelle creazioni successive.[7]

In quel contesto operò con lo pseudonimo di Neupaul Palen,[24][25] e proprio ai mondi virtuali tridimensionali dedicò la propria tesi di laurea magistrale in cinema, televisione e produzione multimediale, discussa l'11 marzo 2008 presso l'Università di Bologna con Pier Luigi Capucci come relatore e intitolata Second/aria/mente: progettare, costruire e promuovere un'architettura medializzata in Second Life. [28][29] Precedentemente aveva conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche presso l'Università di Torino. Nell'ottobre 2008 partecipò con un'elaborazione grafica realizzata in Second Life alla collettiva Silenzi. Attese. Assenze, curata da Grazia Tassi presso lo studio d'arte contemporanea Amphisbaena di Modena.[30] Una sua installazione multimediale fu inclusa nella mostra Rinascimento virtuale. L'arte in Second Life e nei virtual worlds, ideata e curata da Mario Gerosa e organizzata dalla Fondazione Sistema Toscana nell'ambito del Festival della Creatività, allestita al Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze dal 21 ottobre 2008 al 7 gennaio 2009 e riproposta l'anno seguente a Casa Masaccio di San Giovanni Valdarno; le sue opere figurano nel catalogo dell'esposizione.[4][25][31]

Alla fine del 2007 avviò in Second Life il progetto Second/Aria/Mente Art Studios, uno spazio tridimensionale nato nell'ambito del proprio lavoro universitario. Nel 2008 realizzò in Second Life l'ambiente Neu Starten: il sociologo dei media Giovanni Boccia Artieri lo analizzò come un lavoro dal taglio critico verso lo stesso ambiente virtuale, giocato sui rimandi all'immaginario della realtà virtuale — da Matrix al Bianconiglio di Alice — e sulla decostruzione del punto di vista dell'avatar, fino a mostrare allo spettatore la griglia strutturale della piattaforma.[32] Nei giorni successivi l'architetto e museologo Fabio Fornasari ne diede una lettura parallela sul proprio blog, descrivendo l'ambiente come una sorta di test proiettivo che restituiva all'osservatore la propria interpretazione di Second Life.[33] Nel 2009 prese parte, con lo stesso pseudonimo, al progetto artistico collettivo Le Aziende In-visibili — la Web Opera, promosso da Marco Minghetti e sviluppato in Second Life.[35][36][37][38] La sua attività nei mondi virtuali è stata analizzata in una tesi di dottorato discussa nel 2013 all' Università di Artois dalla ricercatrice tunisina Wafa Bourkhis, che vi dedica una sezione: vi legge Second Matrix/Aria/Mente come un'«utopia critica del mondo reale», soffermandosi sulla scelta dello skybox sospeso come affermazione di isolamento e sui riferimenti al cinema di fantascienza, da Matrix a Videodrome.[30]

Nel gennaio 2011 una sua parodia della campagna televisiva del Forum Nucleare Italiano fu segnalata sul quotidiano Il Sole 24 Ore dal giornalista Jacopo Giliberto, che la accostò alla contro-campagna di Greenpeace: il video sovrapponeva il testo dello spot ufficiale alla partita a scacchi con la Morte del film Il settimo sigillo di Ingmar Bergman.[24] Il lavoro, diffuso attraverso il suo blog soWWWersiva_Mente, fu incluso anche in una rassegna delle principali parodie della campagna pubblicata da GreenMe.[36] Fra il 2011 e il 2014 curò il blog di critica e satira politica intitolato Il Reality Show, The Sciòvinismo Must Go On!, ospitato all'indirizzo inpastoalsilvio.wordpress.com.[39] Allo stesso periodo risalgono fotomontaggi satirici di argomento politico diffusi attraverso il suo blog che diventarono meme molto virali sul web.[38] così tanto virali che arrivarono ad attrarre l'attenzione anche di qualche principe del foro. Sempre a proposito di mondi virtuali: il 12 dicembre 2012 finalmente effettuò il logout dalla chiesa cattolica.[63]

Il Popolo della Schiavitù (2009–2010)

Logo de Il Popolo della Schiavitù
Logo del progetto Il Popolo della Schiavitù

Tra il 2009 e il 2010 Palmacci ideò e condusse Il Popolo della Schiavitù, un'operazione di détournement con forti accenti di satira politica in rete — il cui nome è una chiara parodia di quello del partito Il Popolo della Libertà — avviata il 27 luglio 2009 con la creazione di un gruppo sul social network Facebook ma, subito dopo, dotatasi di un proprio sito web all'indirizzo ilpopolodellaschiavitu.it. [39][40] Presentato come una sorta di «psicodramma in rete» volto a interrogare il ruolo del web nella formazione di nuove modalità di partecipazione politica, il progetto diede vita a una surreale compagine governativa che emanò leggi e decreti; alla vigilia del suo scioglimento il gruppo contava oltre 1500 iscritti. Il sito ospitava un «Manifesto del Popolo», firmato dal «Presidente», che individuava nell'immaginazione l'unico potere riconosciuto e nel dubbio l'unica certezza, e si chiudeva con la disarmante citazione di Leo Longanesi: "Non è la libertà che manca; mancano gli uomini liberi". L'esperienza si concluse con l'evento catartico del «Congresso Destituente» tenutosi al Marriott Hotel di Milano il 29 maggio 2010 e concepito come happening fra dibattito, arti visive, musica e video: parteciparono, fra gli altri, lo scrittore e regista Jacopo Fo, il sociologo Pippo Russo, il regista e critico cinematografico Serafino Murri e Alessandra Lilo, portavoce del Partito Pirata.[40] In quella sede Palmacci (per l'appunto, catarticamente) sciolse Il Popolo della Schiavitù dimettendosi da «Presidente», appellativo con il quale viene, per questo, talvolta ancora chiamato.[41]

Capit Mundi? Inc. e FanziNet

Dopo aver cambiato identità in Hubcomandante Neupaul ed essersi dato alla macchia mediatica per quasi nove anni (durante i quali, comunque, ha esplorato i meandri più dissoluti e, pertanto, irriferibili dell'espressione artistica), il 20 febbraio del 2023 Palmacci ha fondato la Capit Mundi? Inc., società che si propone come mission la «Bonifica Multimediale delle Paludi Mentali» — progetto che egli descrive come una sorta di «rewind antropogenetico», ossia un riavvolgimento del proprio percorso generazionale per comprendere un presente evidentemente frutto anche di questo percorso.[2][5]

Mappa interattiva FanziNet delle fanzine punk italiane
FanziNet, anaLogikal Knot Map delle fanzine punk italiane (1980–1989)

All'interno di Capit Mundi? Inc. si colloca FanziNet, definito dallo stesso autore una «anaLogikal Knot Map»: una mappa interattiva in HTML che documenta le fanzine italiane nate dalla subcultura punk degli anni ottanta, trattandole come nodi di una rete analogica fatta con lettere, francobolli e indirizzi postali.[1][42][60][61] Il progetto, in aggiornamento continuo, ha censito quasi settecento fanzine, di cui oltre settecento numeri completi resi disponibili gratuitamente in formato PDF, in coerenza con lo spirito DIY che le aveva prodotte. FanziNet ha ricevuto attenzione da diverse testate musicali e culturali, tra cui Rivista Studio [1], Rockol [2], La Testata Magazine [42] e il webzine internazionale IDIOTEQ.[3] Il progetto è stato segnalato per la prima volta nel luglio 2025 da Rockol, che ne riportava allora un censimento di circa 650 fanzine, con 290 numeri già disponibili in PDF;[43] nel novembre successivo Maximiliano Bianchi, su Humans vs Robots, ne mise in rilievo la scelta di strumenti tecnici volutamente elementari — una semplice mappa immagine in HTML, in luogo dei siti dinamici basati su database — leggendola come coerente con l'economia di mezzi delle pubblicazioni documentate.[44] Il progetto è censito fra le zine library italiane dalla Zine Library del Barnard College della Columbia University di New York, che lo elenca accanto alla Fanzinoteca d'Italia di Forlì e alla Fanzinoteca La Pipette Noir di Milano.[45] Palmacci ha inoltre dichiarato di essere stato contattato da studiosi e altre istituzioni universitarie che ne avrebbero incluso il lavoro nelle proprie raccolte dedicate alle fanzine.[8] Dal 15 al 17 maggio 2026 il progetto è stato al centro della mostra Prima Nazionale sulle Fanzine degli anni '80 e la musica indipendente, allestita da Capit Mundi? Inc. in collaborazione con il MEI - Meeting Etichette Indipendenti nell'ambito di Eufonica a BolognaFiere, accompagnata dal convegno FanziNet: la rete del DIY, al quale sono intervenuti, oltre a Palmacci, lo storico dell'arte Francesco Ciaponi, Laura Carroli autrice della fanzine Attack e Angela Valcavi, autrice della fanzine Amen.[46][47]

No Capitulation (2026)

Copertina di No Capitulation disegnata da Tanino Liberatore
Copertina di No Capitulation, disegnata da Tanino Liberatore

Nel maggio 2026 Palmacci ha pubblicato No Capitulation, compilation su vinile presentata come ulteriore sviluppo del progetto Capit Mundi? Inc. la cui copertina è stata concepita proprio come una fanzine intitolata Capitzine? [51][7] Il disco raccoglie brani attribuiti a otto band immaginarie — Jim Secjelagotch, Punkiderma, TCYTUAH, Noir Honey, Miss Antropussy, Sonic Barabba, M'INCUL POP e Tom Binou and the Ratlickers — ideate da Palmacci e «incarnate» da musicisti della scena post punk italiana degli anni ottanta e ancora in attività; quattro di essi erano già apparsi in un paio di compilation su cassetta pubblicate nel 1985 e 1986 dalla Inesistent Produzioni allegate alla fanzine di Latina Plastica proprio assieme ai No Existence di Palmacci, e da lui rintracciati proprio nel corso del suo citato progetto di «rewind antropogenetico».[52][53][54] Solo al momento dell'uscita sono stati resi noti i nomi dei reali autori coinvolti: fra questi l'agitatore culturale Giacomo Spazio, Tiziana Lo Conte dei Gronge, Vittorio Nistri dei Deadburger, Vinicio Cricini, Filippo Panichi, Dario Antonetti, il chitarrista Claudio Moneta, Dario Polvara, Karen Eliot e Barbara Salsi.[50] La copertina è opera originale del disegnatore Tanino Liberatore, autore di RanXerox.[51][7][55] Fra i brani si alternano finti spot pubblicitari («réclame») riferiti a prodotti immaginari, in chiave di satira sociale e politica.[51] Il disco è stato presentato ufficialmente il 15 maggio 2026 a Eufonica — Salone della musica e delle sue professioni, manifestazione organizzata da Bologna Fiere, nell'ambito della mostra allestita da Capit Mundi? Inc. dal 15 al 17 maggio.[49] Recensendolo su Radiocoop, il critico musicale Antonio Bacciocchi ne ha segnalato il carattere eterogeneo, fra sperimentazione, punk, noise e avanguardia, e la cura della confezione.[56] Il disco è stato inoltre recensito da Paolo Miceli su Komakino, fanzine attiva dal 1999 in ambito post-punk e DIY, che ha letto la scelta del vinile come coerente con un'etica del fai-da-te priva di scadenze, ha apprezzato la selezione dei gruppi come un recupero di frammenti del sub-underground italiano e ha descritto l'operazione come un atto di rigore privo di ammorbidimenti, sintetizzando che Palmacci «non costruisce installazioni: costruisce fratture».[57] Una recensione traccia per traccia, accompagnata da un'intervista all'autore, è apparsa su Kukaos Magazine a firma di Carlo Pulici.[52] Vasco Viviani in una recensione pubblicata dalla webzine Sodapop ha scritto che "forse è questo il mare nel quale perdersi, la playlist definitiva del 2026, il lavoro sul quale qualcuno ha investito litri e chili in anni, capelli e denti digrignati".[67] Il noto artista e critico musicale Vittore Baroni ha dedicato all'intero progetto di Palmacci la sua rubrica "Cabinet of Curiosities" sulla rivista Blow Up (numero 338/339 del luglio/agosto 2026) nella quale lo descrive come "un ibrido di manierismi distorti, caos con la A cerchiata, trame da realtà alternative, guizzi e intuizioni di un suono che vorremmo ancora folle e riottoso".[65] Alessandro Besselva Averame capo redattore della rivista Rumore sul numero 414/415 del luglio/agosto 2026 ha recensito il disco definendolo un "esercizio delirante e insieme struggente di surrealismo scatologico, jingle distopici, promozioni incapibili". [66] Una recensione a firma di Ignazio Gulotta sulla webzine Distorsioni ha descritto il disco come un'"opera cospiratoria collettiva, immaginata e messa in piedi da un indomito esponente del mai riconciliato punk come Paolo Palmacci".[68] Palmacci ha inoltre ventilato l'ipotesi di un happening conclusivo, nel quale alcune delle band immaginarie si esibirebbero dal vivo e le copie invendute del disco verrebbero distrutte, in quello che descrive come un estremo atto finale di una "No Capitulation" racchiusa nella citazione di Giulio Cesare in riferimento al suicidio di Marco Porcio Catone Uticense dopo averlo sconfitto "Ti invidio la morte, Catone, poichè tu hai invidiato a me la gloria di salvarti", e un seguito del progetto provvisoriamente intitolato Recapitulation.

Stile e approccio

L'attività di Palmacci è caratterizzata da un impianto dichiaratamente situazionista e da un uso sistematico del détournement, applicato a parole (calembour), immagini e suoni, con inflessioni surrealiste e dadaiste e un forte accento sull'etica DIY. La sua opera recente è esplicitamente orientata al recupero, ai fini di una sua rivitalizzazione, della memoria della controcultura underground italiana.

Discografia parziale

Con No Existence
1986 – The Bathos (demotape su musicassetta C40, Inesistent Produzioni); ristampa su CD: Bestial Burst, 2026 (cat. BeBu-231)
Con Capit Mundi?
2026 – No Capitulation (compilation su vinile con fanzine Capitzine?) (cat. CM-0012026)

Note

  1. Rivista Studio, C'è un sito in cui si possono leggere e scaricare centinaia di fanzine punk italiane degli anni '80, 20 gennaio 2026.
  2. Rockol, Fanzinet, a che punto è il progetto? Parla Paul Shiva, 6 gennaio 2026.
  3. IDIOTEQ, See how community worked before the web: Fanzinet – building a living archive of 1980s Italian punk fanzines, 14 gennaio 2026.
  4. Loudd, Due chiacchiere con... Paolo Palmacci (FanziNet), 30 gennaio 2026.
  5. Brob Tilt, Capit Mundi?, Brob Tilt's zine-world 2, 23 luglio 2025.
  6. Luca Ricatti, Due chiacchiere in chat con Paolo Palmacci, lucaricatti.it, giugno 2026.
  7. Ranpo Fahrenheit, Matazìn, Connessioni con Paolo Palmacci — Bonificare la palude mentale, Blast, 13 luglio 2026.
  8. Gianfranco Santoro, «N.EX. "The Bathos"», in Rattlesnake Arena, n. 3.
  9. H24 Notizie, Dopo 40 anni un'etichetta finlandese pubblica il primo demo dei «No Existence» di Terracina, 16 febbraio 2026.
  10. Alberto Fiori Carones, «N.EX. "The Bathos"», in Dopo, n. 1, 1986.
  11. Norman Bates, recensione dei No Existence e del demotape The Bathos, in Plastica, n. 6, 1986.
  12. Recensione dei No Existence concerto di Terracina – Porto Badino, Shangri-Là 2, 22 agosto 1987, in Plastica, n. 7, 1987.
  13. Andrea Lopez, Il rock e la palude. Indagine sulle bande rock a Latina, in Quo Vadis, nn. 1–3, s.d. [1986–1988].
  14. Segnalazione del gruppo No Existence in Urlo, n. 12, 1986.
  15. G.M., recensione dei No Existence concerto di Latina – Cinema Teatro Tirreno del 28 dicembre 1987, in Ossigeno, n. 0, 1988.
  16. Bestial Burst, No Existence (Ita) – Bathos (03/03/86), CD, cat. BeBu-231.
  17. TrueMetal.it, No Existence: annunciato il rilascio in versione Compact Disc di «The Bathos» per Bestial Burst, 18 febbraio 2026.
  18. LatinaCorriere.it, I “No Existence” tornano alla ribalta in Finlandia: rilasciato il primo demotape della band terracinese, 16 febbraio 2026.
  19. La Spunta, «The Bathos» dei No Existence di Terracina esce in CD: ristampa del demo cult del 1986, 2 marzo 2026.
  20. Emanuela Gasbarroni, «Un Punk per Noi», Latina Oggi, 12 gennaio 1989, p. 7.
  21. F.G., «Estivia Rock 89 laurea i "Bathroom Flowers"», Il Tempo, 13 settembre 1989, ed. Lazio Latina, p. II.
  22. Festa di Maria Santissima Rifugio dei Peccatori, programma ufficiale, Città di Norma, 1990.
  23. Specchi e Second Life, susyspecchi.splinder.com (arch. 22 novembre 2007).
  24. soWWWersiva_Mente, susyspecchi.splinder.com (arch. 21 luglio 2009).
  25. Jacopo Giliberto, «Nucleare. Tre spot atomici: quello vero, le parodie. Compresa Greenpeace», blog de Il Sole 24 Ore, 20 gennaio 2011.
  26. Servizio del TG3 Toscana, Rai 3, 21 ottobre 2008, dedicato alla mostra Rinascimento virtuale.
  27. Paolo Palmacci, Second/aria/mente: progettare, costruire e promuovere un'architettura medializzata in Second Life, tesi di laurea specialistica, Università di Bologna, relatore Pier Luigi Capucci, 2008.
  28. Pier Luigi Capucci, Curriculum completo / Complete Curriculum, 18 febbraio 2015, p. 122.
  29. Exibart.com, Silenzi. Attese. Assenze., scheda mostra, Amphisbaena Studio d'Arte Contemporanea, Modena, 2008.
  30. Wafa Bourkhis, Les nouveaux territoires du numérique comme espaces de création artistique, tesi di dottorato, Université d'Artois, 2013, pp. 277–290.
  31. Casa Masaccio Arte Contemporanea, Rinascimento Virtuale. L'arte in Second Life e nei virtual worlds, San Giovanni Valdarno, 2009.
  32. Giovanni Boccia Artieri, «Neu Starten: SecondLife e la "quinta" dei vissuti», Mediamondo, 9 novembre 2008.
  33. Fabio Fornasari, «Re-start o second-rorschach? Il test di Neupaul», Luoghi sensibili, 11 novembre 2008.
  34. Marco Minghetti, «La Web Opera muove i primi passi», blog Nòva100 de Il Sole 24 Ore, 25 febbraio 2009.
  35. Marco Minghetti, «Second Matrix, in diretta da Second Life: Paolo Palmacci», blog Nòva100 de Il Sole 24 Ore, 2 febbraio 2009.
  36. Marco Minghetti, «Welcome to the Real World: Attacco a Second Matrix», blog Nòva100 de Il Sole 24 Ore, 18 gennaio 2009.
  37. Marco Minghetti, «I video della Web Opera», 2009.
  38. Simona Falasca, Nucleare: le 8 migliori parodie dello spot del Forum Nucleare Italiano, GreenMe, 4 gennaio 2011.
  39. Il Reality Show, The Sciòvinismo Must Go On!, inpastoalsilvio.wordpress.com (arch. 2 maggio 2011).
  40. Alessandro Madron, «Lega, da “Tanzania libera” al Bossi-Tarzan. Sul web si scatena l’ironia sul Carroccio», Il Fatto Quotidiano, 11 gennaio 2012.
  41. Il Popolo della Schiavitù, sito ufficiale (arch. 11 aprile 2010).
  42. Scomunicando, Milano – Congresso Destituente del Popolo della Schiavitù, 26 maggio 2010.
  43. Giancarlo Passarella, «La mappatura delle fanzine della subcultura punk: ne parliamo con Paolo Palmacci», MusicalNews, 1 ottobre 2025.
  44. La Testata Magazine, Fanzinet, la cultura punk in una mappa online, 2 febbraio 2026.
  45. Franco Zanetti, «Bella idea: un censimento "storico" delle fanzine degli anni '80», Rockol, 29 luglio 2025.
  46. Maximiliano Bianchi, «La mappa del mondo (delle fanzine italiane)», Humans vs Robots, 4 novembre 2025.
  47. Barnard Zine Library, Barnard College, Zine Libraries, sez. «Italy».
  48. Eufonica — Salone della musica e delle sue professioni, BolognaFiere, Programma 2026.
  49. MEI – Meeting degli Indipendenti, Ecco tutti i principali eventi MEI ad Eufonica, 4 maggio 2026.
  50. Karol Kamiński, «Italian punk veteran Paolo Palmacci returns with "No Capitulation"...», IDIOTEQ, 10 giugno 2026.
  51. Carlo Pulici, «"No Capitulation" libera la palude mentale», Kukaos Magazine, 22 giugno 2026.
  52. Giuseppe Catani, «"No Capitulation": la compilation dalla città che non esiste», Rockit.it, 13 luglio 2026.
  53. No Capitulation Landing Page, Capit Mundi?, 2026, LP (elenco tracce di copertina).
  54. Franco Zanetti, «Esce il vinile compilation "No Capitulation"», Rockol, 15 maggio 2026.
  55. Antonio Bacciocchi, «AA. VV. – No Capitulation», Radiocoop, 19 maggio 2026.
  56. Paolo Miceli, «Capit Mundi? No Capitulation», Komakino, 9 giugno 2026.
  57. Volantino dell'associazione culturale ARCINOVA di Latina in occasione del concerto del 28 dicembre 1988.
  58. Scaletta concerto The Bathroom Flowers del 1 ottobre 1989, Parco Falcone e Borsellino, Latina.
  59. Matilde Moro, «Fanzines to connect: a pre-internet net in Italy and beyond», Reset! network, 28 aprile 2026.
  60. DIY Conspiracy (Facebook), «Massive Archive of Italian Punk Fanzines (1980s) Now Online: 695 ‘zines and counting!», 6 dicembre 2025.
  61. Brain Ano: interconnessioni sfinteroneuronali.
  62. Arcidiocesi di Gorizia - Curia Arcivescovile «Annotazione uscita dalla chiesa cattolica», 12 dicembre 2012.
  63. ..:::MiSsEd In ThE nET:::.., www.neupaul.it (arch.21 maggio 2014).
  64. Vittore Baroni, "No Capitulation: viaggio a Hpyrloo con Paolo Palmacci", Cabinet of Curiosities, Blow Up 338/339 (luglio/agosto 2026).
  65. Alessandro Besselva Averame, Recensione di "No Capitulation", Rumore 414/415 (luglio/agosto 2026).
  66. Vasco Viviani, «AAVV. – No Capitulation (Capit Mundi?, 2026)», Sodapop, 16 giugno 2026.
  67. Ignazio Gulotta, «AAVV. – No Capitulation (Capit Mundi?, 2026)», Distorsioni, 8 ottobre 2026.

Collegamenti esterni

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